Il progetto Magenta di Google crea arte con AI

In un mondo in cui quadri, sculture, canzoni e l’arte in generale sono poco o per nienta innovativi, il gigante de Mountain View ha deciso di apportare il suo granello di sabbia rivoluzionando il mondo dell’arte con il suo sistema di intelligenza artificiale unito ai migliori artisti umani.

Ed è dal desiderio di esplorare le possibilità che offre l‘intelligenza artificiale per creare autentiche opere d’arte, in diversi campi e discipline come la musica e altre arti visive, che nasce il progetto Magenta di Google

Il progetto, annunciato nel non troppo lontano 2016, e lanciato nel giugno dello stesso anno, mira a costruire un sistema di intelligenza artificiale in grado di creare le proprie opere d’arte.

Il progetto, che fu annunciato durante una sessione a un festival di musica e tecnologia chiamato Moogfest, nel North Carolina, consentirebbe alle persone di produrre tipi di musica e arte completamente nuovi, proprio come avvenne con l’impatto di tastiere elettroniche, batteria e telecamere.

Douglas Eck, capo della divisione di ricerca sull’intelligenza artificiale di Google, sottolineò in una conferenza che Magenta avrebbe potuto svolgere un ruolo analogo alla Les Paul, che ha contribuito a sviluppare la moderna chitarra elettrica. 

 

Magenta, che utilizza principi di autoapprendimento e intelligenza artificiale per creare algoritmi in grado di creare le proprie opere d’arte, si basa su “Tensor Flow”.

Si tratta di una libreria software open source di intelligenza artificiale di Google, usata per il calcolo numerico e che utilizza diagrammi di flusso di dati per creare algoritmi in grado di generare la propria musica.

 

Il progetto Magenta cerca dunque di attirare l’attenzione di artisti e creatori per sperimentare la tecnologia e applicarla al proprio lavoro. L’obiettivo di questo progetto è creare un sistema in grado di offrire a chi ama la musica nuovi pezzi, semplicemente dando un ordine a un computer.

 

ESEMPI DI PROGETTI NEL CAMPO MUSICALE BASATI SU MAGENTA

 

Magenta vanta attualmente diversi progetti basati sulla sua piattaforma molto interessanti.

https://www.youtube.com/watch?v=0fjopD87pyw&feature=emb_logo 

  • Beat Blender di Creative Lab, utilizza MusicVAE e ti consente di inserire 4 ritmi di batteria su 4 angoli di un quadrato.

video: https://www.youtube.com/watch?v=IsZ1dzDS7Hk&feature=emb_logo 

Questa applicazione utilizza l’apprendimento automatico e gli spazi latenti per generare tavolozze bidimensionali di ritmi di batteria che si trasformano da una dimensione all’altra. Puoi selezionare i “semi” per i quattro angoli e Beat Blender emetterà il MIDI (usando Web MIDI) in modo da poterlo utilizzare non solo con i suoi suoni interni, ma con qualsiasi dispositivo MIDI che hai collegato al tuo computer.

  • Una delle App davvero sorprendenti è sicuramente Lo-Fi Player, uno degli ultimi progetti creati attraverso la piattaforma del progetto Magenta di Google. Il sistema consente agli utenti di interagire con diversi oggetti in una stanza virtuale per mixare le proprie colonne sonore con l’aiuto di due sistemi di intelligenza artificiale e alcune melodie composte dal tecnologo e artista Vibert Thio, che spera di trasformarlo in una sorta di TikTok per la creazione di musica.

 

 

Come affermó Vibert Thio, l’obiettivo è rendere l’esperienza di mixaggio musicale il più semplice e piacevole possibile e fare della creazione di musica un’esperienza più collettiva, tenendo conto dei confini e delle quarantene imposte dal coronavirus. 

 

Queste e tante altre app sono state create, fino ad oggi, con il progetto Magenta di Google e potremmo affermare di essere sull’orlo di una rivoluzione grande come il passaggio dall’era elettronica all’era digitale avvenuta negli anni ‘80, con la nascita del MIDI. Eppure in qualche modo sembra che, come la rivoluzione soft synth dei primi anni 2000, il MIDI sarà ancora una volta al centro della prossima rivoluzione tecnologica.

Google e Facebook sperimentano già da alcuni anni strumenti di apprendimento e big data, e ne mostrano l’utilizzo in applicazioni come Google Now, Google Foto o Facebook Messenger. Entrambi hanno recentemente approfondito la strategia di Google I/O e Facebook F8.

Grazie ai loro esperimenti sono riusciti a dimostrare che l’intelligenza artificiale e i robot andranno ben oltre i semplici compiti privi di creatività.

E molto probabilmente, nei prossimi 3-5 anni, gli strumenti musicali di intelligenza artificiale potrebbero diventare parti standard dei moderni studi digitali.